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VISITA AL "PALAZZO FIZZAROTTI" DI BARI



Il 27 marzo, noi volontari del Servizio civile del progetto
“Tutto il mondo è il mio paese” insieme ai nostri corsisti
dell’Università della terza età “Rosalba Barnaba” abbiamo potuto fare un viaggio all’interno del gioiello nascosto della città di Bari: Palazzo Fizzarotti.
Il Palazzo si presenta all’esterno come una struttura imponente, raffinata e ha uno stile neo-gotico veneziano.
L’interno è ricco di mosaici, tele dipinte con la storia della città di Bari, vetrate colorate e luminose.
Abbiamo avuto la possibilità di ammirare un luogo eclettico e unico nella nostra zona.
Appena terminata la visita ci siamo guardati intorno e ci sembrava di aver sognato.
Grazie all’associazione Balè per aver reso possibile questo bellissimo pomeriggio all’insegna dell’arte e della condivisione.




VISITA AL CENTRO STORICO DI BITRITTO

Il Centro di ascolto Ohana, in collaborazione con L'Università della Terza Età "Rosalba Barnaba" e l'Associazione Il Filo del discorso, ha organizzato tre visite guidate alla scoperta del nostro territorio: la prima di esse si è svolta  il 6 ottobre 2017 a Bitritto.
Prossimi appuntamenti?
Il 6 novembre a Bitetto e il 6 Dicembre a Modugno!



 



INAUGURAZIONE VILLA DEI BERSAGLIERI


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4 OTTOBRE 2017

In occasione dell'inaugurazione della "nuova" Villa dei Bersaglieri,
abbiamo avuto modo di ritrovare un gran numero dei nostri corsisti! 

Guidati dall'entusiasmo di Antonietta Pignatelli Palladino,
abbiamo imparato non solo cos'è la musicoteparia ma anche tutti i benefici che da questa si traggono a livello neurologico, psicologico e meramente fisico.
Sono intervenuti anche il Dott. Donato Mitola e la Dott.ssa Patty Calzolaio,
in rappresentanza del Prof. Francesco Bellino, direttore scientifico dell'Università popolare area metropolitana di Bari "Rosalba Barnaba",
oltrechè la musicoterapeuta docente del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari
Prof.ssa Adriana De Serio.
Abbiamo assistito, inoltre, ad un emozionante Bagno di Suoni eseguito da Antonella Bellipario!
Che dire? è solo l'inizio di un anno didattico davvero sbalorditivo!!!



 










 


RAPPRESENTAZIONE TEATRALE di fine anno accademico


I Corsisti dell'Università della Terza Età "Rosalba Barnaba", con il coinvolgimento dei Volontari di Servizio Civile, hanno partecipato attivamente alla realizzazione, anche scenografica, di una commedia dal titolo "L'aereo più sfigato del mondo", con la regia di Enza Molinari.




A seguire le allieve si sono esibite in una fantastica Danza Indiana, a cura di Rosaria Carone.



L'anno accademico 2016/2017 non poteva che finire nel migliore dei modi..
tantissime emozioni e tanto divertimento!!!










Le nostre locandine








 


SFIDA "AllenaLaMente"

I nostri Corsisti e gli amici della Lute di Adelfia si sono sfidati a colpi di genio, intuizione e un pizzico di fortuna, a conclusione delle lezioni  "AllenaLaMente" svolte durante tutto l'anno accademico.
Un'occasione per stare insieme, divertirsi e sorridere! smiley










 


VISITA A BARI SOTTERRANEA E BORGO ANTICO

 

<  Potevamo farci sfuggire l’occasione di visitare la capitale pugliese? Certo che no! Soprattutto perché non ci siamo limitati a visitare la Bari “visibile”, esempio perfetto dell’architettura medievale e di un ambiente urbano e sociale unico, ma ci siamo spinti più in la.. il nostro è stato un vero e proprio “tour” nei sotterranei della città, alla scoperta delle bellezze e dei segreti più reconditi. L’obiettivo della visita è stato quello di far conoscere ai nostri corsisti le suggestive aree archeologiche racchiuse nei sotterranei di alcuni edifici monumentali della Città vecchia di Bari, veri e propri testimoni delle millenarie vicende storiche. L’itinerario attraverso le complesse stratificazioni nascoste nel sottosuolo della città ci ha permesso di andare indietro nel tempo sino all’età romana e tardo antica. Impostata direttamente al di sopra dei resti più antichi, si disvela poi la Bari bizantina, con i ricchi decori delle sue tante chiese e i sorprendenti scorci urbani in cui rivive la brulicante cittadina di mille anni fa.

 L’itinerario è iniziato da Largo Chiurlia. Dopo aver ammirato i resti delle antiche mura che delimitavano la città vecchia, abbiamo raggiunto lo splendido Palazzo Simi e la relativa chiesa. Abbiamo ammirato il forno comune, la ricostruzione virtuale della città vecchia, i rinvenimenti archeologici.. uno spettacolo per gli occhi! Senza nessun dubbio, ognuno di noi è rimasto senza parole quando, scendendo nella parte sottostante l’edificio, si è trovato davanti ad una magnifica chiesa, probabilmente dedicata a San Gregorio. L’abside centrale della chiesetta è decorata da affreschi figurati, rappresentanti quattro Padri della Chiesa d’Oriente, purtroppo conservatisi solo nella parte inferiore, vestiti con gli abiti epistolari.  Che emozione! 

“Risaliti in superficie”, abbiamo raggiunto, poi, la Cattedrale di San Sabino, ubicata nel cuore di Bari "vecchia". La Cattedrale di Santa Maria (oggi San Sabino) ripete nelle sue linee severe ed armoniose l'architettura della vicina Basilica di San Nicola. Eretta nel XIII secolo, è uno straordinario esempio di romanico pugliese. E nuovamente ci siamo addentrati nei “sotterranei di Bari”: siamo rimasti senza parole alla vista degli importanti reperti archeologici “nascosti” all’interno della Cattedrale. In particolare ci hanno stupito i resti di un edificio civile di età romana, la basilica paleocristiana a tre navate, la chiesetta bizantina e lo scorcio dell’antica Via Appia. Varcando la soglia, lo sguardo corre lungo le tre navate dalle forme solenni, divise da 16 colonne che sorreggono archi e finti matronei. Nella cripta settecentesca, poi, splendidi marmi esaltano l'icona della Madonna Odegitria, giunta nel porto in seguito a una violenta tempesta, e le reliquie di San Sabino sull’altare maggiore.

Dopo aver percorso un dedalo di stradine tutte simili tra loro, ci siamo imbattuti davanti a colonne e pilastri che, con la loro fisionomia, riportano alla mente quelle particolarità architettoniche tante volte ammirate a Roma. Dal punto di vista archeologico ed urbanistico quella di S. Maria del Buon Consiglio è una delle piazze più importanti del borgo antico di Bari: essa era un luogo di culto e naturalmente anche di aggregazione, attualmente visibile a cielo aperto. Si resta positivamente stupiti di fronte a questa piccola zona archeologica, che dà l’impressione di essere vegliata e preziosamente custodita dagli abitanti: i resti del pavimento in mosaico, i capitelli delle colonne, i pilastri, sembrano non aver subito alcun danno nonostante la loro esposizione all’aria e alle intemperie.   >















 



VISITA AL CASTELLO NORMANNO-SVEVO
A SANNICANDRO DI BARI

Prossima tappa? Certamente il castello normanno-svevo di Sannicandro! Giunti a destinazione, non prima di aver preso un gelato rigenerante, i corsisti dell’UTE “Rosalba Barnaba” sono rimasti sbalorditi dalla maestosità del castello e dalla professionalità della guida. Hanno appreso come, sulle rovine di un fortilizio del 916 d.C., i Normanni, nel 1054, costruirono un fortilizio a presidio militare che si sviluppa nel tempo in un vero e proprio maniero. Con l’arrivo degli Svevi, viene ampliato con una nuova cortina esterna sul alto nord e un nuovo palazzo baronale con le tre meravigliose bifore. I corsisti hanno potuto ammirare la scuderia con i suoi grandi archi ogivali e le mangiatoie dove gli scudieri facevano mangiare e riposare i cavalli lasciati dai cavalieri, la corte normanna con la grande scala che, a destra, immette nei saloni e a sinistra nella torre astronomica. Percorrendo la grande “aula”, scendendo alcune scale, hanno ammirato la cappella dove è possibile osservare il resto di un antico affresco che ha come soggetto dei pellegrini con il bastone e la borraccia per l’acqua… la guida ha spronato a cercare le tracce degli antichi inquilini del castello e tra pietre annerite indice di camini accesi, sostegni per fiaccole impressi nei muri, pietre che rivelano antiche scale e nicchie come contenitori di suppellettili gli alunni hanno fatto un tuffo nel passato al tempo dei Normanni. I corsisti hanno ammirato il castello e sono stati coinvolti con grande abilità e perizia dalle guide nella conoscenza degli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del XI e XII sec. del nostro territorio. Hanno potuto avere un riscontro tangibile del concetto di abitabilità e bellezza dei nostri avi, hanno potuto confrontare la teoria della storia e dell’arte con “l’antica freschezza narrativa delle pietre vissute”.
 














 



VISITA A LATERZA
 

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<   Con un bel gruppo di corsisti ed in una piacevolissima giornata di sole, abbiamo visitato Laterza, paesino in provincia di Taranto. Per qualche ora siamo tornati indietro nel tempo! Ci è sembrato di rivivere le vicende del Palazzo Marchesale, recentemente ristrutturato
, in particolar modo visitando il Museo della Maiolica, sito all'interno del palazzo, che ospita un'esclusiva collezione privata, testimonianza dell'eccellenza manifatturiera del paese. Passeggiando per il centro storico, tra antiche chiese e musei della civiltà contadina, ci siamo ritrovati davanti uno spettacolo unico: la gravina laertina, un canyon, profondo quasi 200 metri, attraversato da alcuni fiumiciattoli, area naturale protetta dalla Puglia! Giunti alla Fontana medioevale dei Mascheroni, non ci restava altro chè provare anche le bontà culinarie locali! Conclusione? Laterza, conquista, affascina, entra nel cuore!      >
 
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IL VEGLIONE DI CARNEVALE



Come si poteva trascorrere al meglio la festa più simpatica, mascherata e divertente dell'anno?
Beh, senza dubbio, festeggiandola con noi dell'Università della Terza Età "Rosalba Barnaba"!
Una splendida serata insieme a tutti i Soci corsisti e fondatori, il Presidente, i volontari di Servizio Civile, amici e parenti.

























 

VISITA A SANTERAMO IN COLLE

 
<  Quante volte vi è capitato di visitare luoghi senza sapere in realtà le loro origini e la loro storia?
Molti di noi, infatti, ignorano la differenza tra vedere e guardare e tra conoscere e sapere. Perché non scoprire ciò che ci circonda? Oltre a nascondere bellezze sorprendenti, è, senza dubbio, un ottimo modo per accrescere il proprio bagaglio culturale e per accendere il “fuoco” della nostra mente.
E’ proprio per questo che l’Università della Terza Età “Rosalba Barnaba”, colpita da una ventata di aria fresca, ha organizzato la prima visita guidata del 2017 a Santeramo in Colle, nell’entroterra pugliese.
Nonostante il freddo e la minaccia di pioggia, zaini in spalla e ombrello alla mano (non si sa mai) siamo partiti verso la Murgia.
Passeggiando tra le stradine del paese di Sant’Erasmo, grazie alla professionalità e simpatia della guida, Vito Leonardo Tritto, siamo tornati indietro nel tempo, avendo quasi la percezione di vivere in prima persona gli eventi che hanno segnato la cittadina. La visita è partita dal centro storico, ammirando le “chianche” e i “uazzi” tipici del paese. Entrando nella chiesetta di Sant’Eligio siamo rimasti ammaliati dai numerosi affreschi, mantenutisi integri per più di 400 anni, un vero gioiellino architettonico, chiuso al pubblico.
Passeggiando per le strade, siamo giunti nei luoghi che hanno dato i natali a due grandi pittori pugliesi, Francesco Netti e Bartolomeo Paradiso. La guida ci ha stupito raccontando aneddoti sulla loro vita e regalando a ciascuno di noi momenti di ilarità.

 
Ammirando le antiche mura del paese, siamo giunti alla chiesa della Madonna del Carmine, costruita su catacombe risalenti al periodo dei templari, che nasconde, nei sotterranei, un tunnel che collega le due parti del paese. Diretti verso la chiesetta dei Monfortani, abbiamo apprezzato Piazza Chiancone, il favoloso Palazzo Colonna, il Palazzo De Laurentis e il Palazzo Giandomenico, teatro della rivolta popolare contro il “re di Santeramo” e tanto altro ancora. La chiesetta, costruita da una famiglia nobile del paese e donata successivamente ai padri Monfortani, con grandi colonne di marmo, volte decorate e sculture coloratissime, è illuminata in modo particolare, dando una strana sensazione che ci ha lasciato senza parole. 


Infine, arrivati al centro del paese, abbiamo ammirato il maestoso Palazzo Marchesale, Piazza Garibaldi e la Chiesa Matrice. E davanti alla imponente scalinata, come potevamo non scattare una foto di gruppo?


Conclusa la bella passeggiata, abbiamo colto l’occasione per conoscere anche le bontà culinarie del posto. Presso la “Mieloteca”, abbiamo assaggiato tantissime varietà di miele e formaggi, tutti “made in Santeramo”.  “Nessuna giornata in cui si è imparato qualcosa è andata persa”!    > 



 


IL NATALE BITRITTESE

 

In occasione del Natale 2016, l’Università della Terza Età “Rosalba Barnaba” ha voluto regalare agli spettatori ed ai corsisti, nell’affascinante Sala Castello, uno spettacolo comico davvero entusiasmante ad opera di Nico Maretti. Importante artista poliedrico e completo, ha debuttato con l’opera “Orecchiette con le cime di rapa” al Teatro dei Satiri a Roma. Durante tutta la carriera, il suo nome è stato accompagnato al nome di Totò, per l’interpretazione straordinaria ed unica, per la capacità di saperlo raccontare e interpretare magistralmente. Dal punto di vista professionale, deve il grazie più grande ad un professionista nel suo campo, Dino Verde, scrittore, paroliere, drammaturgo e sceneggiatore italiano che ha saputo dargli non solo gli strumenti per essere un vero attore, versatile, completo e straordinariamente umano, ma anche l’umiltà e l’estrema passione che oggi Nico Maretti mette nel suo lavoro.  Al suo fianco lavora da circa 12 anni Dario Diana, un attore che gli fa da spalla e che ormai lo accompagna sempre nelle sue performance e spettacoli teatrali. Con i suoi spettacoli in tourneè nella Puglia, Nico Maretti vuole davvero lasciare nella mente e nel cuore dei suoi spettatori pagine di grande poesia, ironia ed arte, e ci riesce egregiamente!
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Nella stessa giornata è stato presentato il libro “Ri-Vivere Bitritto, realizzato, con passione, dai Volontari del Servizio Civile Nazionale del 2014 assieme ai corsisti dell’UTE “Rosalba Barnaba” col fine di riscoprire e ridare luce alla storia e alle tradizioni locali. Tale progetto mira alla promozione e conoscenza del territorio circostante, attraverso la realizzazione di un libro, dal titolo “Ri-Vivere Bitritto” che raccoglie testimonianze dei cittadini, i racconti di storia popolare e gli usi e i costumi della gente del posto. Questi presupposti contribuiscono a rafforzare la conoscenza reciproca dei destinatari e favorire l’integrazione fra essi e le giovani generazioni. 

Sono riemerse nel corso della stesura le antiche tradizioni bitrittesi e non sono mancati i confronti con le attuali abitudini di vita. L’intero libro, la cui copertina è stata realizzata completamente a mano dalle volontarie, analizza il paese di una volta, il castello, la casa-torre le piazze, le tradizioni e l’origine del nome della festa della “Madonna di marzo”, le chiese di Bitritto (le collegiate, le chiesette antiche aperte solo per la loro festa e la chiesa del purgatorio), la tradizione della festa di San Giuseppe e di Sant’Antonio, e la settimana santa, la famiglia, i mestieri di una volta, l’emigrazione, le malattie e le cure empiriche, la tradizione musicale bitrittese e alcuni personaggi illustri del posto. La parte più divertente riguarda, senza dubbio, i giochi antichi e i proverbi e i modi di dire ormai in disuso. 

 Infine, 21 dicembre 2016, in Sala Castello a Bitritto, è andata in scena la rappresentazione teatrale che ha visto come protagonisti i nostri corsisti intitolata “Il natale di altri tempi”, con la regia di Enza Molinari. Si trattava dn vere e proprie le confessioni di alcuni dei corsisti. Mettendosi a nudo, hanno raccontato gli aneddoti e le emozioni vissute, quando erano piccoli, durante il periodo natalizio, con una maestria e un coinvolgimento tale da permettere agli spettatori di prender parte a ciascuna dei ricordi raccontati. Lo spettacolo iniziava con una frase, tanto vera quanto incisiva: “ c’è un periodo durante l’anno che non vorresti arrivi mai, questo periodo è proprio il Natale”. Ognuno dei corsisti ha raccontato i modi diversi con i quali hanno vissuto il Natale durante la loro infanzia: c’era chi lo adorava, chi lo aspettava per avere l’occasione giusta per riunire la famiglia in banchetti luculliani, chi lo ha vissuto in maniera solitaria, concentrandosi sulla spiritualità, e c’era anche chi lo odiava. Grazie alle loro narrazione, allo spettatore è sembrato di rivivere in prima persona “l’ansia da regalo” di Gaetano, la processione intonando “tu scendi dalle stelle” di Lucia, le considerazioni sulla sacralità del Natale di Francesco, i preparativi culinari e li addobbi del presepe descritti da Annamaria e Giovanna ed, infine, la critica ai tempi moderni fatta da Maria.

 


UN POMERIGGIO AL CINEMA GALLERIA DI BARI

In occasione del Cinema2Day, l’iniziativa, promossa dal Mibact – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – in collaborazione con ANEM – Associazione Nazionale Esercenti Multiplex – ANICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali e ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, valida ogni secondo mercoledì del mese, è stata organizzata una uscita al Cinema Galleria a Bari, il 9 Novembre 2016, per vedere, insieme ad un gruppo corposo di corsisti, “La ragazza del treno” (The Girl on the Train) diretto da Tate Taylor. Il Thriller, che ha suscitato le più variegate emozioni, racconta la storia di Rachel, una donna in grave crisi, divorziata, ancora innamorata del marito nonostante questi abbia una nuova famiglia, che trova rifugio solo nell'alcol. Durante i suoi viaggi in treno per andare al lavoro osserva dal finestrino una coppia di giovani e comincia a immedesimarsi nella ragazza, Megan, bella e piena di vita. Quando scopre che questa ha una relazione con un altro uomo, rivive il proprio trauma una seconda volta e perde il controllo. Quando si sveglia e scopre che Megan è scomparsa non riesce a ricordare se è stata testimone oppure protagonista della sua sparizione. Tratto da un bestseller di Paula Hawkins, La ragazza del treno prova a rinverdire i fasti del giallo classico, colorandolo di sfumature sexy e di un'indagine psicologica nella mente di una alcolista.


 

LA SFILATA DI CARNEVALE A BITRITTO

Il 6 febbraio 2016 si è svolta a Bitritto la sfilata di Carnevale, una tradizione persa nel passato e fortunatamente ripresa da un paio d’anni. Una sfilata alla quale hanno partecipato grandi e piccini, all’insegna del divertimento e dello svago. Coriandoli, costumi, maschere e musiche di ogni genere sono stati i protagonisti indiscussi dell’intera giornata. La maggior parte dei gruppi hanno letteralmente dato vita alle loro idee in chiave ironica, satirica e non solo, realizzando i cosiddetti “carri di Carnevale”. 

Anche l’Università della Terza Età “Rosalba Barnaba” si è impegnata nella realizzazione di un carro di Carnevale avente come tema centrale proprio la cultura. La cultura nel senso più ampio del termine, una cultura che racchiude tutto: letteratura, storia, musica e molto altro. Il tutto è partito proprio dal nome “La Divina Cultura”, evidente richiamo alla Divina Commedia di Dante Alighieri. Con la partecipazione dei corsisti e dei volontari si è giunti ad una conclusione in cui i protagonisti della scena sarebbero stati un tavolo, due sedie ed una finestra aperta. Due sedie, una grande ed una piccola, a simboleggiare il fatto che la cultura deve essere fruibile ad ogni età in quanto formatrice della persona stessa, sia durante l’infanzia sia durante l’età adulta e più avanzata; un tavolo su cui è riposto un libro aperto al cui interno è riportata la scritta “la cultura è... prospettiva”, proprio per indicare che la cultura inculca una serie di stimoli atti ad indirizzare una persona verso le più originali prospettive che coloreranno la sua vita, insomma un punto di partenza verso nuovi ed infiniti orizzonti, simboleggiati appunto da una finestra spalancata attraverso la quale una persona carica di cultura dà vita ai propri obiettivi, alle sue prospettive ed aspettative che caratterizzeranno per sempre la sua vita.

L’ambizioso progetto dell’U.T.E. è da sempre quello di coinvolgere nelle proprie attività culturali non solo la fascia propriamente definita ‘della terza età’, ma tutti coloro i quali manifestino interesse per la conoscenza e il desiderio di condividerla.

Il carro “La Divina Cultura” è stato accompagnato anche da maschere che hanno impersonato gli esponenti più celebri della cultura, tra cui Dante Alighieri e la sua musa ispiratrice Beatrice, Napoleone Bonaparte e la celebre leopardiana donzelletta de ‘Il Sabato del Villaggio’.

Si è partiti tutti dalla Chiesa della Trasfigurazione, la musica era già padrona della sfilata, i primi balli hanno cominciato ad animare il corteo e i primi coriandoli già si vedevano volare scherzosamente tra i partecipanti, accompagnati da risate e divertimento. Il pubblico ai lati delle strade era vistosamente interessato alla sfilata e allo stesso tempo divertito dal tripudio di colori e di gente vestita in maschera. C’è chi si dilettava in fotografie, chi in video e chi addirittura, talmente coinvolto dallo spirito carnevalesco, ha deciso di seguire la sfilata unendosi ad uno dei tanti carri presenti. Si è proseguito su Via Pietragallo, per poi terminare nella piazza centrale del paese, meglio conosciuta come ‘Villa’. Giunti qui, mantenendo sempre un vivo entusiasmo, tutti i carri hanno effettuato un giro completo dell’intera piazza. La partecipazione del pubblico, a questo punto ancor più numeroso, è stata sempre più crescente. Divertimento e spensieratezza erano ancora i protagonisti principali, culminati poi con lo spettacolo finale, dedicato in particolar modo ai bambini, ma che ha visto anche una cospicua partecipazione di adulti, e con il rilascio degli attestati a tutti coloro che hanno realizzato il carro di Carnevale.

 

Tradizioni del genere non dovrebbero perdersi negli anni, come purtroppo è già successo, ma dovrebbero essere sempre più valorizzate per essere delle vere e proprie attrazioni per tutti, bambini e adulti. Inoltre rappresentano un modo attraverso il quale la gente può esprimere liberamente i propri pensieri, dal più semplice al più impegnativo, proprio come prevede lo spirito e la tradizione carnevaleschi.


 

RIPERCORRENDO LE VIE DI CISTERNINO E MARTINA FRANCA

 

Il 22 Novembre 2015 un numeroso e variegato gruppo ha preso parte alla piacevole giornata fuori porta organizzata dall’Università della Terza Età ‘Rosalba Barnaba’ di Bitritto. Iscritti e non, grandi e piccini, ci siamo incontrati in Piazza Mercato a Bitritto di prima mattina e con il pullman abbiamo raggiunto Cisternino, uno dei borghi più belli d’Italia. Insieme alla guida locale ci siamo immersi nella bellezza del paesaggio e punto di partenza è stata la Villa Comunale, all’ingresso del paese, da cui abbiamo ammirato l’affascinante panorama della Valle dell’Itria. Divisa territorialmente tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, la Valle d’Itria si adagia tra Locorotondo, Cisternino e Martina Franca ed è una ridente pianura disseminata di trulli, le tipiche espressioni dell’architettura spontanea contadina, uliveti secolari, frutteti e muretti a secco. In questo dolce paesaggio in cui le basse colline spaziano su un orizzonte non dominato da altre cime, tappa della via di collegamento tra l’Adriatico e lo Ionio, a 394 metri di altitudine si erge Cisternino, il cui nome deriverebbe da ‘Cis-Sturninum’, al di qua di Sturni, l’attuale Ostuni, che a sua volta aveva preso la denominazione da Sturnoi, compagno dell’eroe omerico Diomede. Di origine messapica, fu municipio romano con il nome di Sturnium mentre, nel Medioevo, divenne possesso dei monaci basiliani. Il primo documento ufficiale sul casale di Cisternino risale all’XI secolo, da quel momento in poi si sono succedute diverse dinastie, dai Normanno-Svevi, agli Aragonesi e ai Borboni. Dopo un breve excursus sulle origini del paese, dinnanzi al belvedere della Villa Comunale, ci siamo incamminati verso il centro storico, soffermandoci sul Ponte della Madonnina, dinnanzi al Palazzo Amati e alla sua torre cilindrica. Durante il periodo angioino Cisternino si dotò di diverse torri per la difesa, attorno all’unica torre allora esistente, la Torre Normanno-Sveva sita in Piazza Garibaldi, al termine del ponte. Delle 10-12 torri attualmente ne esistono solo quattro, due di forma cilindrica (inglobate in Palazzo Amati e Palazzo Capece) e due di forma quadrangolare. Proseguendo, dopo poco, ci siamo imbattuti proprio nella Torre Normanno-Sveva, detta anche Torre Grande, alta 18 metri, risalente all’XI-XII secolo ma successivamente ingrandita per problemi di staticità e rivestita. La torre, più che avere una funzione di difesa, veniva utilizzata come torre di vedetta, data la sua altezza e la posizione di dominio sulla Valle d’Itria. Dopo esser stata sede del Comune, oggi è utilizzata per iniziative culturali. In cima è collocata una piccola statua in pietra di San Nicola, infatti la torre è quasi adiacente la Chiesa Madre di Cisternino, dedicata a San Nicola di Patara, venerato anche nel nostro capoluogo di regione, e costruita sull’antica chiesa paleocristiana dei monaci basiliani. Tra la torre e la chiesa un tempo vi era un collegamento contenente l’accesso principale al borgo, la cosiddetta Porta Grande; a testimonianza si possono notare i rifacimenti del laterale della torre e della facciata della chiesa, di gusto neoclassico. La Chiesa di San Nicola presenta un impianto interno a tre navate, evidenziato dai tre portali di accesso alla chiesa da Piazza Garibaldi. Nella navata laterale destra sono presenti due cappelle, quella del Rosario (momentaneamente chiusa per l’allestimento del presepe) e quella del SS. Sacramento, separate dalla una prestigiosa scultura del rinascimento pugliese, la ‘Madonna del Cardellino’. Sull’altare maggiore si erge la statua lignea di San Nicola. Da qui è iniziato il percorso nel cuore del borgo antico, caratterizzato dall’aspetto tipicamente orientale delle case bianche di calce (come da usanza nei periodi di peste), tra i suggestivi scorci dei cinque quartieri, ‘Bère Vècchie’,‘Le scheledd’, ‘L’isule’, ‘U pantène’ e ‘U bùrie’. Il rione più grande e più antico, nonché il primo incontrato lungo il cammino, è il borgo vecchio (‘Bère Vècchie’); qui ci siamo soffermati dinnanzi al Palazzo Vescovile, a ridosso della Torre normanno-sveva, costruito nel XVI secolo dal vescovo del periodo, come evidenziano stemma e iscrizione epigrafica. Subito a seguire ‘Le scheledd’, rione la cui denominazione deriva dalla presenza di numerose scalinate esterne alle abitazioni, ‘L’isule’, un piccolo rione racchiuso in un quadrato dalle vie che lo delimitano e lo isolano dal resto del centro storico, e ‘U pantène’, la parte del borgo leggermente più bassa che in caso di pioggia abbondante era soggetta ad allagamento. Attraverso la Porta Piccola, varco di accesso al borgo più piccolo e opposto rispetto alla Porta Grande, siamo giunti nell’ultimo rione, il più recente dei cinque, denominato semplicemente ‘U bùrie’ ossia il borgo. Qui abbiamo notato la differenza delle abitazioni, più grandi e più moderne delle precedenti; infatti nel XVI secolo, in seguito all’aumento demografico e alla ripresa economica, le famiglie benestanti si spostarono all’esterno della cinta muraria e costruirono palazzi ed edifici più grandi. Rientrando all’interno delle mura, abbiamo concluso la mattinata a Cisternino in Piazza Vittorio Emanuele, detta anche Piazza dell’Orologio per la presenza della Torre dell’Orologio edificata nel XIX secolo e divenuta simbolo del paese. In questo luogo e nei vicoli adiacenti hanno sede principale festival e manifestazioni varie che si tengono a Cisternino, in particolar modo nel periodo estivo. Da menzionare la festa dei santi patroni Quirico e Giulitta nel mese di Agosto e le sagre gastronomiche legate a specialità locali, in primis le ‘bombette’ di carne. Per restare in tema culinario, la giornata è proseguita con un ricco e prelibato pranzo servito in un’osteria del paese. Le numerose portate, dall’antipasto al dolce, ci hanno dato la possibilità di gustare prodotti di stagione, freschi e di qualità, secondo una cucina all’insegna della tradizione classica pugliese e locale. Nel pomeriggio ci siamo spostati nella vicina Martina Franca per visitare i Mercatini di Natale e il gruppo si è suddiviso per poter girare liberamente tra i vicoli. Numerosi erano i visitatori presenti, diversi gli stand enogastronomici ma l’atmosfera natalizia non era predominante. Nessuno di noi è riuscito a vedere Babbo Natale che doveva essere in giro per le vie poiché la casa di Babbo Natale era stata chiusa per ordine pubblico e in pochi hanno visto scendere la neve artificiale nella piccola area riservata agli stand effettivamente natalizi. I bimbi del nostro gruppo sono rimasti un po’ delusi, e in fondo anche il bambino presente in ciascuno di noi più grandicello ma, nonostante l’organizzazione poco riuscita dell’evento, è stato ugualmente piacevole passeggiare tra i vicoli, le chiese e i palazzi di un’altra importante cittadina pugliese e soffermarci ad ammirare il centro storico in cui si conservano testimonianze di arte barocca di notevole fattura e bellezza. Rientrando a casa, sicuramente in molti avranno fatto le mie stesse due riflessioni… la nostra terra ha un fascino senza eguali e, visitandola nei dettagli, possiamo esserne sempre più consapevoli… e passare una giornata in compagnia e con molta semplicità non può che far star bene e farci sentire vivi… e giovani.


COMUNICATO STAMPA

Bitritto: dieci anni per l’Università della terza età “Rosalba Barnaba” 

 

Dieci anni di servizio al territorio ed efficace veicolo di socializzazione. E’ stata questa la missione che ha animato l’Università della Terza Età Centro Studi e Ricerca “Rosalba Barnaba” in dieci anni di presenza nella comunità di Bitritto.  Dieci anni d’intensa attività formativa che spazia, solo per citarne una parte, dalla riscoperta delle tradizioni folkloristiche, gastronomiche, religiose locali alla storia dell’arte. Dalle nozioni di medicina e primo soccorso al benessere psicologico. Dall’alfabetizzazione informatica all’apprendimento della lingua inglese. Dal laboratorio teatrale alla corale. La persona anziana come soggetto di arricchimento valoriale e di contagio culturale, in una società sempre più effimeramente adrenalinica e giovanilistica, è sempre stata la bussola che ha guidato l’operato di questa Università. La decennale attività ha mirato, inoltre, a fondere in perfetta sintonia e coralità il contesto sociale di Bitritto. Comune crogiolo, alle porte di un capoluogo di Regione, ove in questo decennio sono convissuti sani valori e tradizioni tipiche di una società coesa e prevalentemente rurale con famiglie di nuova provenienza portatrici di usanze e cultura più “metropolitane”. Proprio della riscoperta del genuino e del bello ha parlato, nella serata inaugurale del nuovo anno accademico, Franco Arminio, studioso irpino che da anni conduce un prezioso lavoro di ricerca attorno alla “Paesologia”, studio che invita a riscoprire la meraviglia per gli atti semplici e a stupirsi per i tanti tesori di cui sono ricchi i nostri piccoli paesi. L’incontro inaugurale del nuovo anno accademico, coincidente col decennale di attività, è stato aperto dal saluto della Prof.ssa Carmela Varchetta, Presidente dell’Università, cui sono seguiti gli interventi del Sindaco di Bitritto, Vito Lucarelli, e dell’Assessore alla Cultura, Marina Pietragallo. Particolarmente significativo la breve riflessione di Don Mimmo Falco, Parroco di Bitritto, che ha letto la meritoria attività dell’Università locale tramite la filigrana dell’indimenticabile lettera pastorale “Il lembo del mantello” del compianto Cardinal Carlo Maria Martini. Alla serata inaugurale è intervenuto anche Giovanni Barnaba, fratello della giovane Rosalba, per ricordare le motivazioni che sono alla base della nascita dell’Università della Terza Età di Bitritto.


 

 Università della Terza Età Rosalba Barnaba Bitritto - Associazione Culturale Iscritta all'Albo Regione Puglia delle Università della 3^ Età

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